lunedì 29 ottobre 2007

Toumas - Tempo Fa

Toumas apre gli occhi, vede le pareti scrostate e le scritte di anonimi che "sono stati li" e si chiede come mai quelle persone adesso evitino quel posto come la peste.
La casa effettivamente è faticente e ci stava gente strana fino a poco tempo fa, ma adesso? cosa li tiene lontani? Mah.
Anche lui in effetti ci ha messo un pò ad abituarsi, ma alla fine suo fratello stava li, e lui deve curarlo, che lo voglia o no.
Deve fare le veci di suo padre.
Anche se non lo vuole.

La sera è fredda e Toumas ha appena scoperto di avere qualcosa di strano, una bizzarra capacità rigenerante che si mostra talvolta, senza preavviso.
Si era fracassato una spalla in un incidente e dopo essere svenuto - bam - si sveglia e la spalla è a posto! Roba da film di fantascenza!
E non è tutto, mente era a terra con la spalla a pezzi arriva sto tipo e gli fa "Trova il lupo!".
Lupo, ma che lupo? Mah si fotta.
Comunque adesso la spalla è a posto e lui si trova in una casa fatiscente, col frigo vuoto, le pareti piene di muffa e divani abitati da tarme grosse come cani!
Adesso mentre addenta il panino preso al bar si chiede chi glielo fa fare di tornarci in quella casa.
Ah, già, la storia di suo padre.
Mentre esce una tipa gli blocca la strada e gli vomita adosso roba tipo "fantasmi", "presenze" o altre cazzate.
"Si, si ok, si fotta signora e grazie."
La supera ed esce.

Pensare che avesse ragione? sembra una cazzata? invece aveva ragione!
Che fosse un fantasma o altro non lo sa, ma la tizia ci aveva azzeccato; e adesso la presenza gli rompe e non lo fa dormire.
Così va a finire che si trova a fare una seduta spiritica con tizi con maschere e cose oscene e poi salta fuori che il fantassma è un suo conoscente morto in cella...
Brutta sera davvero per Toumas.

Questo però è avvenuto molto tempo fa.
A Toumas ricordare fa venire il mal di testa.
Fortuna adesso nel frigo ha la medicina.
Se ne versa un bicchiere bello pieno e lo butta giù.

Tanto tempo fa, adesso è diverso, adesso va peggio.

mercoledì 24 ottobre 2007

Hugh

Un attimo.

Veloce.

Fuggente.

Come l’istante in cui una foglia tocca il suolo.

Nulla lo può fermare.

Niente lo può arginare.

Ma in quel istante tutto cambia, finalmente è possibile capire qual è il proprio compito.


Hugh apre gli occhi e davanti a sé ha solo la realtà, la cruda verità.

Basta finzioni.

E ora sa che deve solo proteggere.

Difendere quel sottile filo che divide l’esistenza, divide il sogno dalla veglia, la ragione dalla follia, la realtà dalla verità.

Sottile, eppur resistente, filo in precario equilibrio.

E Hugh è oltre questo filo, è oltre la realtà.


Hugh è semplicemente oltre.


Ora sì che sa cos’è il realtà il mondo, sa cos’è la vita.

E la sua vita ora è nelle sue sole mani.


Hugh guarda la luna.

Pallida madre di ogni cosa.

La guarda, la ammira, le lancia il suo saluto.


“Addio madre luna, questo tuo figlio ora sa dov’è la vera realtà”


“E ora cosa fare?

Morire, dormire, nulla più.”


Mentre il cuore inizia a colpire più forte.


Tum Tum… … … …Tum Tum… … …Tum Tum… …Tum Tum…Tum Tum

Tum Tum…Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum……..


Follia e ragione percorrono insieme la via verso la verità


La Luna ha ormai fatto il suo corso

Rabbia, feroce, travolgente, che scoppia all’interno


Un ululato nella notte.


“Impossibile?

Non del tutto.

Non per me...”




martedì 23 ottobre 2007

Denver

Le luci dei fari colpiscono i lampioni ai bordi della strada, mentre l'auto sfreccia sulla superstrada diretta verso Denver.
Solo pochi giorni fa Rey e Stephen non avevano idea di quanto la vita fosse strana.
La seduta spiritica a cui hanno assistito ha intaccato la loro idea di reale, fino a rendere possibile il mettersi in macchina e percorrere duemila miglia per cercare una donna vista una volta su una foto.
Già, la donna della foto.
Liliana.
Rey sa che la donna non è una persona normale, sa che molto probabilmente è una potente maga, e sa con tutta certezza che se è scappata da Boston c'è un motivo serio.
Stephen dal canto suo non sa nulla. Ha visto la donna su una foto, sa che ha avuto a che fare con le sedute, ma per il resto la storia gli è oscura.

"Hei Rey, cazzo! Occhio all'uscita per Des Moines!" grida Stephen.
"Lo so, lo so. L'ho vista!" sbuffa Rey, mentre sterza all'ultimo e prende l'uscita.
"Ma a che cavolo pensi?"
"No, niente." si scusa Rey.
Ma non è così.
Rey ha un pensiero fisso.
Il pensiero del palazzo crollato e il dubbio su chi possa averlo tirato giù.

Un intero palazzo, non una casetta, un palazzo di dieci piani e nessuno ha battuto ciglio, ne la TV, ne i giornali.

Rey ha un piano adesso: Liliana sa qualcosa, quindi è bene trovarla.
E Rey intende trovarla in fretta.

Rey - Cambio di rotta

Un'altra festa. Se solo penso che 6 mesi fa conoscevo solo la vita del seminario e poco più... quanti cambiamenti in così poco tempo.
Dal decidere quale salmo leggere o da che prete andare a confessarmi adesso mi trovo a dover scegliere se partecipare ad un festa pervert o a una seduta spiritica.

In realtà la scelta della festa è stata obbligata...
Comunque non è male. Gnocca ce n'è (anche se qualche volta nasconde delle "sorprese"), alcool, musica a palla e un sacco di gente. Dopo la morte del ragazzo nel fiume hanno vietato ogni tipo di festa... ma... aspetta un momento... quello è... è... Harry !? Che diavolo ci fa qui! Andiamo a chiederglielo.

"Ciao Harry. Che ci fai qui?"
"Salve ragazzi. Veramente sono io che dovrei farvi questa domanda. Pensavo che foste alla seduta spiritica"
"In effetti volevamo andare ma, non c'era posto per noi. C'è andato Jean."
"Strano. Ero convinto del contrario."

"Ok Stephen. Direi di andare a dare un'occhiata alla seduta. Incamminiamoci."

Ok! Dopo la festa pervert la seduta.

Posto strano hanno scelto. Il vecchio dormitorio che ormai è destinato a ripostiglio.
Ok dovremo entrare usando le scale antincendio visto che è al 2° piano e la porta d'ingresso è chiusa dall'interno.

Darò un'occhiata dalla toppa della serratura.
Vedo il "maestro", Jean e 3 tizi di spalle.
Ma... che cazzo succede. Il maestro parla con una voce assurda e dice cose incomprensibili.

Azz... si sono spente le candele. Non vedo più nulla...
Finalmente qualcuno ha deciso di riaccendere delle candele. E' Jean... perché è sbiancato? Cos'è quella faccia terrorizzata? Perché sta guardando così sconcertato i 3 tizi. Il "maestro" è sempre in piedi e mi sembra uguale a prima... boh...

Jean vuole scappare ma non riesce ad aprire la porta. Vediamo se riusciamo ad aiutarlo.

Merda!!!! Adesso che vedo i 3 tizi... sono senza volto!!!!!
Via più veloci che possiamo e trasciniamoci Jean che è svenuto.

Ma perché i 3 ci seguono... cosa vogliono... sembrano interessati solo a Jean.
Stephne che fai??? Se l'è fugata dalla finestra.
Da solo non posso tirar fuori Jean dalla finestra e portarlo giù per le scale... i 3 ci sono praticamente addosso... non posso far altro che lasciarlo qui...
Salto fuori dalla finestra e i 3 tizi, una volta preso Jean, tornano verso la stanza della seduta.

“Stephen non possiamo lasciarlo qui”
“OK chiamiamo la polizia e raccontiamogli cosa succede”
“Va bene vado a chiamare il 911 dalla cabina”



“Han detto che non hanno volanti a disposizione e che non possono mandare nessuno perché, alla fine, non è successo niente.
Dobbiamo cavarcela da soli”
“Se vogliono farlo fuori come l’altro ragazzo lo porteranno al fiume. Risaliamo e vediamo che fanno ora”

Siamo due folli però è la sola cosa da fare.
Hanno lasciato la stanza e si stanno dirigendo verso l’uscita.
I 3 tizi tengono Jean e il “maestro”, parlando ancora con quella voce metallica e in una lingua incomprensibile, sta facendo… non so cosa sta facendo perché ha messo le mani sulla testa di Jean?

E adesso cosa sta dicendo ai tipi? Come? Devono farlo fuori?!

Non possiamo lasciarli fare.

Quasi senza rendermene conto stiamo seguendo 3 tizi che vogliono uccidere un nostro amico. Gli stiamo seguendo armati di 2 mazze da baseball e con una caga della malora.

Un attimo… mi sembra che tutto sai durato solo un attimo. Ci sono 3 tizi a terra, io ho qualche livido ma la cosa più importante è che Jean sia salvo.
Lasciamo questo parco, il campus e andiamocene alla svelta.


“Sthepen vai alla reception e prendi una stanza per stanotte. Domani penseremo a cosa fare.”

Anche stanotte, mentre mi addormento mi rendo conto che la mia vita ha decisamente cambiato rotta e non so dove questo mi porterà.