lunedì 3 dicembre 2007

Rey, Stephen e Jack - Liliana

Nel capanno le incomprensioni si sprecano e questo a Stephen da davvero fastidio.
Jack e Rey non si vedono di buon occhio e sebbene neppure si conoscano sembrano propiro convinti a non volersi aiutare a vicenda.
Jack sembra conoscere la donna della foro, anche se dice di non sapere il suo nome, ne si ricorda come ha fatto a conoscerla.
Almeno, questo è quello che jack dice, ma non è per forza la verità.
Jack sa dove l'ha vista, anche se non se ne capacita.
Jack ha visto la stanza e il pianoforte, ha sentito Liliana suonare e il tizio di spalle dire che la soluzione passava attraverso loro, ma non capisce in che senso.
"So dove Liliana si trova - dice ad un tratto Jack - non chiedete come faccia a saperlo, non ve lo dirò, ma se voleta andare da lei..."
I tre decidono di andare, scendono all'ingresso e prendono la macchina.
Jack li guida senza dire nulla di più di semplici "destra", "sinistra".
La macchina si ferma in una via piena di case raffinate, sicuramente di gente benestante.
Jack li porta davanti ad una casa senza numero civico, dice "E' qui".
Rey e Stephen squadrano Jack, poi decidono di lasciar perdere, sarà per un'altra volta la spiegazione.
Adesso che sono li una cosa è importante, capire perchè Liliana li ha guidati fino a Denver.

Brian - Due come me

La luna è là alta nel cielo...
E un odore di fuligine calda riempie l'aria..
Brian segue quasi incantato le fiamme in lontananza e quando le raggiunge vede il capanno in fiamme..

ma che c...


mentre si concentra su quello che intravede oltre al grande falò sente il rumore di un motore, di una jeep...
e due odori distinti, due suoi simili... tutto nella stessa direzione...
senza nemmeno preoccuparsi del fuoco che ormai divora il capanno, Brian si getta in una corsa folle verso di loro...
ma quando arriva...

ma dove caspita sono!! l'odore arriva da dentro il capanno, ma non ci sono nella sala

Brian fa il giro della casa e trova una piccola finestra con delle sbarre, guarda dentro e vede due persone impaurite e nervose che si muovono nella piccola cella...

Eccoli finalmente...

Brian aspetta che anche l'ultima luce della guardiola si spegne per bussare alla finestra...
"Ciao ragazzi, ho sentito la vostra presenza nel bosco e vi ho raggiunti"
"Ma tu chi sei? cosa vuoi da noi?"
"Voi siete come me, non lo sentite, siamo simili! E vedo che siete in pericolo"
"Non hai risposto alla nostra domanda, ma un aiuto in questa situazione è ben accetto"
"Cosa posso fare per voi, ....?"
"Dean e Tuomas! Portaci un legno che dobbiamo recuperare delle cose"
Brian passa un lungo ramo ai due, non troppo silenziosamente recuperano quello che volevano i tre preoccupati aspettano... fortunatamente nessun ranger ha sentito il tonfo...
"E ora come facciamo a uscire?" si chiedono i due incarcerati...
E mentre loro iniziano a ragionare sul come uscire dalla cella, Brian afferra le sbarre della finestra e inizia a tirare...
Brian sente i tendini tirarsi, i muscoli contrarsi, il suo corpo risponde bene a questi stimoli...
il suo volto poco a poco si trasforma, si deforma, non è più un volto umano...
crescono artigli, zanne, pelo e i muscoli crescono donandogli molta forza...
e mentre un ringhio sale dentro di lui ecco che il muro cede...
Dean e Tuomas sono attoniti.. Come è possibile che lui ora sia così, che abbia sfondato un muro a mani nude...
Brian urla "Muoviamoci, andiamo via di qui" ma dalla sua bocca escono solo ringhi e suoni gutturali...
allora lui affera i due nuovi compagni e li getta nella Mini elaborata...
Dean inserisce le chiavi e mentre le urla e i colpi dei ranger si perdono alle loro spalle, la macchina si lancia nella notte.

Scritto da ...Sym...

Dean - Di nuovo dentro

Sangue.
Nella mente solo un caldo pensiero di color carminio ..null'altro..
Guardo impassibile le figure che ho salvato, che credo di aver salvato, in mano un cacciavite, quel cacciavite che ha trafitto e ucciso. Il corpo privo di vita è stato occultato.. Non ho paura di uccidere..ma la sensazione che provo non è delle migliori.
Guidato dall'istinto? o da una forza sovrannaturale? Non ci capisco piu niente..ma.. non importa..
Il gruppo formatosi nel capanno sembra incorentemente sensato, ognuno con una storia diversa ma con un punto di giuntura..ad un tratto dopo che il silenzio fu rotto da degli spari, dopo che i proiettili diretti verso i noi si fermarono a mezzaria nel vuoto come marionette senza fili, dopo che il tempo parve arrestarsi, mi ritrovo all'aperto a correre, annaspando.
Li ho persi, sono stato troppo lento..mi ritrovo con Thoumas a vagare nel bosco dove solo il buio ci fa da guida.
Delle torce ci puntano contro. Cazzo.. sbirri. Dopo un po di domande scottanti le sbarre della prigione dei ranger all'ingresso del parco ci accolgono fredde.
"Dannazione!! Di nuovo dentro!" a Thoumas non va a genio essere di nuovo dentro. Lo compatisco.
Toc -toc
Un rumore leggero proveniente dalla finestrella della cella attira la mia attenzione.
Un uomo.
Grosso.
Dice che è qui per noi. Questa volta i fatti si capogirano. Siamo noi ad aver bisogno di essere salvati.
Anche se non ho nessuna 'sensazione' come dice lui di avere per noi, un pò mi fido, forse perchè lui è l'unica nostra possibilità di fuga.
Chi sia non so..ma..non importa..
Poi quello che successe..bè..è qualcosa di veramente impossibile..o meglio..impossibile per un uomo comune..
E come tutti i nodi vengono a capo cosi mi ritrovo a guardare i muscoli dello sconosciuto crescere, gonfiandosi sempre più, i tendini tirarsi come acciaio malleabile, i peli crescere come piante verdi dopo una pioggia in un deserto senza acqua..i suoi lineamenti..cosi animaleschi ma ancora umani..
In un baleno la grata della finestra viene stroncata come un fuscello, rimango sbalordito, impietrito.
Nel mentre le guardie al piano superiore danno l'allarme.
Raccolgo le chiavi della macchina precedentemente sequestrata e parcheggiata sul retro dai ranger e la pistola.
Controllo il piccolo tesoro custodito nella mia tasca.
Piu spaventato per la creatura che per gli spari, mi fiondo in macchina e insieme ai due personaggi entrati come una folgore nella mia vita, accellero fuggendo da quelle che in lontananza sembrano delle sirene che diffondono nell'aria un vortice blu e rosso misto ad un ululato..un ululato non proveniente dalle volanti ma dalla onnipresente sfera bianca che veglia impassibile, sù nel cielo nero.

Scritto da Manthys

Stephen - Liberazione

Ecco ci qua, sembra proprio sia giunto al capolinea, un tizio sta per spararmi per un non ben precisato motivo, dopo il nostro tentativo di fuga. Jack lo sta implorando di non ucciderci, mentre io cerco solo di reggere me stesso e Rey che è stato ferito poco fa da Brautigan, durante il nostro tentativo di fuga. L'uomo toglie la sicura, ci guarda negli occhi
"Ok, ora vi lascio andare, ma non fatevi più rivedere in giro o la prossima volta..."
Un uomo esce correndo dal bosco, impugna qualcosa, in un attimo è addosso Brautigan e lo colpisce alla gola, rantola, lascia cadere la pistola e si copre la gola con le mani.
Lentamente i suoi movimenti si indeboliscono e d'un tratto smette di muoversi. Sopraggiunge un altro uomo dal bosco.
Jack raccoglie la pistola, io e Rey ci voltiamo verso quelli che sembrano essere i nostri soccorritori, l'uomo che ha ucciso Brautigan sembra sconvolto.
"Chi siete?" urla Jack puntando la pistola ai due uomini. "Il mio nome è Dean" risponde l'assalitore. "Io sono Toumas".
Forse è meglio rientrare nel rifugio. Rey raccoglie il cellulare di Brautigan.
Una volta entrati ci sediamo tutti al tavolo, sembra di essere ad una seduta degli Alcolisti Anonimi, ognuno inizia a raccontare la propria storia, come è giunto qui e piano piano si svelano degli intrecci inaspettati, pare che qualcuno o qualcosa abbia fatto in modo che ci ritrovassimo qui, tutto parrebbe girare intorno a Liliana, tutti in qualche modo l'hanno conosciuta a parte Jack.
Improvvisamente si sentono esplodere dei colpi di pistola, iniziano a piovere proiettili all'interno della stanza...ma incredibilmente, come in Matrix, i proiettili si fermano a mezz'aria bloccati da chissà quale forza. Jack è il primo a fiondarsi fuori dalla casa, io e Rey lo seguiamo a ruota. Non vediamo chi ci stava sparando, corriamo verso il bosco.
Se volevano ucciderci perchè non ci hanno sparato mentre uscivamo dal rifugio?
Ci voltiamo a guardare dove siano Dean e Toumas, ma di loro non c'è traccia. Continuiamo a correre, infine decidiamo di passare la notte in un vecchio rifugio abbandonato.

Scritto da pontazza