Arcer e i due escono dal locale notturno.
Tutto il resto della notte la passano girando tra locali, luoghi malfamati e parchi pubblici.
C'è qualcosa che non va, Arcer sta cercando qualccosa, ma Rey e Jack non capiscono cosa.
Come mai non si preoccupa di essere stato scoperto dallo spacciatore?
Se raccontasse tutto ai suoi soci in affari?
Il telefono da Arcer squilla.
Una voce dal microfono parla metallica.
Arcer risponde in francese, con un tono irritato.
Mette giù, si siede su una panchina e si accende una sigaretta.
"E' andato. Dobbiamo andarcene da qui."
"Andato? chi?"
"Lo spacciatore, l'hanno fatto fuori, la copertura era saltata."
Jack e Rey si sentono in colpa.
"Scusa, noi non..."
"Lascia stare, andiamo via."
"Cercavamo lui vero?"
"Si, ma non lo abbiamo trovato abbastanza in fretta, ah parlato, lo hanno punito per la cazzata, adesso cercano me. E forse anche voi due."
"Dove andiamo?"
"Adesso dobbiamo sparire. Tornate a Denver. Dite a Theodore che lo raggiungerò fra una settimana."
I tre si salutano e ognuno torna sulla sua strada.
Arcer apre la porta di casa.
Guarda le foto sulle pareti.
Una donna e una bambina sorridono contro lo sfondo del mare.
"Marie."
Prende una bottiglia da un'armadio e ne butta giù un sorso, poi ci ripensa e ne butta giù altri due.
Si siede sul divano.
Un calcio al tavolino lo manda a terra.
Fottuto Theodore, che vuoi da me ancora?
Poi il mondo di Arcer annega nell'alcol.
La serratura della porta esplode colpita da un colpo di pistola.
Un uomo vestito di nero entra nella stanza e guarda Arcer a terra, ubriaco.
L'uomo gli sferra un calcio in faccia, poi lo solleva da terra.
Arcer non si muove, l'alcol lo ha steso del tutto.
Impreca in francese e gli punta la pistola alla testa.
Sul viso dell'uomo in nero si dipinge un sorriso.
Butta Arcer sul divano, va in cucina e fa uscire gas da tutti i fuochi, poi esce chiudendo la porta.
Al mattino la polizia troverà un appartamento in pezzi.
L'appartamento posseduto da Philippe Arcer.
giovedì 7 febbraio 2008
martedì 5 febbraio 2008
Rey e Jack - L'uomo chiamato Stern
Arcer spegne la cicca della sigaretta nel posacenere al centro del tavolino e prosegue:
"Quello che voglio dire è che siete così per un motivo, un piano. Nulla accade per caso. Quando stavo con Theodore ci è apparso molto chiaro."
"Quando stavi con lui?" chiede Jack mentre con lo sguardo segue le ballerine che agitano i fianchi sul palcoscenico.
"Bhe, saranno stati dieci anni fa. In svizzera."
"Svizzera? in mezzo al cioccolato?" sorride Rey
"Non so, noi stavamo in mezzo agli orologi."
Orologi? Jack rabbrividisce
"In che senso orologi?" chiede poi facendo finta di nulla
"Nel senso che vivevamo in un museo degli orologi."
Rey e Jack si guardano, nella loro mente torna l'orologio da taschino che Jack ha in tasca.
"Come mai eravate in svizzera?"
"Ci lavoravamo, ehm, usavamo i nostri poteri per fare favori ad un uomo."
"Qualcuno sapeva delle vostre capacità?"
"Si, ci ha fatto arrivare da lui proprio per le nostre abilità. Credo che in qualche modo lui avesse una comprensione maggiore di noi di queste cose."
"Anche lui era speciale?"
"Oh, Jack, non sai quanto."
Jack guarda Arcer stupito.
"Lui poteva fare cose incredibili, e vedergliele fare era impressionante. Lui era l'unico uomo al mondo che credo sapesse tutto delle sue abilità, e sapeva come usarle."
"Chi era?"
"Un uomo di nome Stern." risponde Arcer
Stern l'ho già sentito, ma non ricordo dove
"Eravamo in cinque, Theodore, io poi c'era una donna Marie, un arabo, non ci ha mai detto il suo nome, e un ragazzo, credo fosse il fratello di Marie."
"In cinque? e cosa facevate?"
"Uccidevamo i mostri."
Il gelo cade sui due ascoltatori.
"I... i mostri?"
"Si, gente che usa i suoi poteri per il male o esseri che non hanno neppure una parvenza di umano."
"E questo lo facevate per conto di Stern?"
"Si, eravamo la mano di dio."
"La mano di dio? perche di dio."
"Oh bhe, perche Stern era un dio."
"Quello che voglio dire è che siete così per un motivo, un piano. Nulla accade per caso. Quando stavo con Theodore ci è apparso molto chiaro."
"Quando stavi con lui?" chiede Jack mentre con lo sguardo segue le ballerine che agitano i fianchi sul palcoscenico.
"Bhe, saranno stati dieci anni fa. In svizzera."
"Svizzera? in mezzo al cioccolato?" sorride Rey
"Non so, noi stavamo in mezzo agli orologi."
Orologi? Jack rabbrividisce
"In che senso orologi?" chiede poi facendo finta di nulla
"Nel senso che vivevamo in un museo degli orologi."
Rey e Jack si guardano, nella loro mente torna l'orologio da taschino che Jack ha in tasca.
"Come mai eravate in svizzera?"
"Ci lavoravamo, ehm, usavamo i nostri poteri per fare favori ad un uomo."
"Qualcuno sapeva delle vostre capacità?"
"Si, ci ha fatto arrivare da lui proprio per le nostre abilità. Credo che in qualche modo lui avesse una comprensione maggiore di noi di queste cose."
"Anche lui era speciale?"
"Oh, Jack, non sai quanto."
Jack guarda Arcer stupito.
"Lui poteva fare cose incredibili, e vedergliele fare era impressionante. Lui era l'unico uomo al mondo che credo sapesse tutto delle sue abilità, e sapeva come usarle."
"Chi era?"
"Un uomo di nome Stern." risponde Arcer
Stern l'ho già sentito, ma non ricordo dove
"Eravamo in cinque, Theodore, io poi c'era una donna Marie, un arabo, non ci ha mai detto il suo nome, e un ragazzo, credo fosse il fratello di Marie."
"In cinque? e cosa facevate?"
"Uccidevamo i mostri."
Il gelo cade sui due ascoltatori.
"I... i mostri?"
"Si, gente che usa i suoi poteri per il male o esseri che non hanno neppure una parvenza di umano."
"E questo lo facevate per conto di Stern?"
"Si, eravamo la mano di dio."
"La mano di dio? perche di dio."
"Oh bhe, perche Stern era un dio."
Brian - Accidenti a loro
Il mattino seguente, fieri di aver catturato il Puma ed averlo fatto diventare il nostro totem, ci prepariamo per passare nel mondo delle ombre.
Dovremo incontrare il puma, il quale ci dirà quali vantaggi ci darà e, soprattutto, quali saranno i tabù da lui imposti.
Poco prima di passare nelle ombre ecco che si presenta Dean con qualcosa in mano.....
Cosa sarà mai....
Ah, ecco cos'e'!
Sarà quasi un chilo di droga purissima....
Varrà tantissimo sul mercato. Questo ci permetterà di aprire un'attività legale tutta nostra.
Toumas la nasconde in un posto sicuro in casa.
Al nostro ritorno andremo a venderla.
Nel mondo delle ombre incontriamo il puma, il quale ci spiega i vantaggi da lui accordatici e i nostri tabù.
Non sembrano granche' difficili da rispettare.
Una volta ritornati nel mondo reale creiamo un piccolo altare dedicato al nostro totem "il puma" e gli rendiamo onore come lui ci ha chiesto.
ORRORE!!!!!!
La droga e' scomparsa!
Ma chi cazzo sarà mai stato!
Toumas, non sarà stato quel poco di buono di tuo fratello?
Purtroppo il nostro olfatto canino non mente. E' proprio stato il fratello di Toumas.
Ladro e drogato del cazzo!!
Segiamo le tracce dell'odore finche' capitiamo in un vecchio palazzo disabitato e fatiscente.
Lì c'e' il fratello di Toumas.....
Non da solo purtroppo.
C'e' qualcuno con lui...
sembra averci notato.... eppure siamo stati molto silenziosi....
Vampiri..
Ecco chi sono.
Hanno rubato la nostra roba...
Hanno drogato quel cretino del fratello di Toumas.
Chissà perche' l'hanno fatto.
Brutti bastardi .
(e nel frattempo volano calci e pugni al fratello di Toumas .... )
Scritto da pippolomazzo-fra
Dovremo incontrare il puma, il quale ci dirà quali vantaggi ci darà e, soprattutto, quali saranno i tabù da lui imposti.
Poco prima di passare nelle ombre ecco che si presenta Dean con qualcosa in mano.....
Cosa sarà mai....
Ah, ecco cos'e'!
Sarà quasi un chilo di droga purissima....
Varrà tantissimo sul mercato. Questo ci permetterà di aprire un'attività legale tutta nostra.
Toumas la nasconde in un posto sicuro in casa.
Al nostro ritorno andremo a venderla.
Nel mondo delle ombre incontriamo il puma, il quale ci spiega i vantaggi da lui accordatici e i nostri tabù.
Non sembrano granche' difficili da rispettare.
Una volta ritornati nel mondo reale creiamo un piccolo altare dedicato al nostro totem "il puma" e gli rendiamo onore come lui ci ha chiesto.
ORRORE!!!!!!
La droga e' scomparsa!
Ma chi cazzo sarà mai stato!
Toumas, non sarà stato quel poco di buono di tuo fratello?
Purtroppo il nostro olfatto canino non mente. E' proprio stato il fratello di Toumas.
Ladro e drogato del cazzo!!
Segiamo le tracce dell'odore finche' capitiamo in un vecchio palazzo disabitato e fatiscente.
Lì c'e' il fratello di Toumas.....
Non da solo purtroppo.
C'e' qualcuno con lui...
sembra averci notato.... eppure siamo stati molto silenziosi....
Vampiri..
Ecco chi sono.
Hanno rubato la nostra roba...
Hanno drogato quel cretino del fratello di Toumas.
Chissà perche' l'hanno fatto.
Brutti bastardi .
(e nel frattempo volano calci e pugni al fratello di Toumas .... )
Scritto da pippolomazzo-fra
venerdì 1 febbraio 2008
Rey - Realtà e Sogno
Rey, Jack e Arcer entrano nel cimitero Père Lachaise di Parigi.
Arcer li guida ad una tomba, sulla lapide c'è la scritta Pauline Lillie Arcer 1987-1998.
"Mia figlia" dice Arcer
Rey lo guarda.
Arcer potrà avere al massimo trent'anni, forse trentacinque portati bene, non è possibile che sia il padre.
Cosa ci nascondi Arcer?
"Avrei potuto salvarla, se non fossi stato così."
Jack lo guarda e non capisce.
"Aveva bisogno di un trapianto di midollo, non trovavano donatori. Il mio sarebbe andato bene, ma non ho potuto."
Jack vede nei suoi occhi il dolore, poi accade qualcosa.
Attorno alla figura di Arcer appare un'alone di un mistrioso colore scuro, come un'ombra che incombe su di lui.
"Che succede - dice - cos'hai attorno?"
"Io? Nulla.."
Jack si gira verso Rey e anche lui ha la faccia stupita.
"No, nulla scusate." Jack sbatte un paio di volte gli occhi e lentamente l'ombra svanisce.
"Ma questo che ha a che fare con la mia capacità?"
"Se davvero puoi vedere i sogni, prima a poi inizierai a vederli anche da sveglio, come se fossero allucinazioni. Non potrai più ricordare quali sono i ricordi reali e quali quelli sognati, anzi forse è già così."
Rey ha una faccia preoccupata.
"Prima a poi non saprai più discernere la realtà dal sogno."
Arcer li guida ad una tomba, sulla lapide c'è la scritta Pauline Lillie Arcer 1987-1998.
"Mia figlia" dice Arcer
Rey lo guarda.
Arcer potrà avere al massimo trent'anni, forse trentacinque portati bene, non è possibile che sia il padre.
Cosa ci nascondi Arcer?
"Avrei potuto salvarla, se non fossi stato così."
Jack lo guarda e non capisce.
"Aveva bisogno di un trapianto di midollo, non trovavano donatori. Il mio sarebbe andato bene, ma non ho potuto."
Jack vede nei suoi occhi il dolore, poi accade qualcosa.
Attorno alla figura di Arcer appare un'alone di un mistrioso colore scuro, come un'ombra che incombe su di lui.
"Che succede - dice - cos'hai attorno?"
"Io? Nulla.."
Jack si gira verso Rey e anche lui ha la faccia stupita.
"No, nulla scusate." Jack sbatte un paio di volte gli occhi e lentamente l'ombra svanisce.
"Ma questo che ha a che fare con la mia capacità?"
"Se davvero puoi vedere i sogni, prima a poi inizierai a vederli anche da sveglio, come se fossero allucinazioni. Non potrai più ricordare quali sono i ricordi reali e quali quelli sognati, anzi forse è già così."
Rey ha una faccia preoccupata.
"Prima a poi non saprai più discernere la realtà dal sogno."
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