lunedì 17 marzo 2008

Flashback - La morte di Mathias

Mathias era molto preoccupato, la faccenda rischiava di sfugir loro di mano, la polizia, i parenti o chiunque avesse a che fare con la famiglia che viveva in quella casa maledetta non doveva scoprire la verità. Bisognava fare in fretta, senza perder tempo era entrato nella casa, da solo, era rischioso, il fantasma poteva essere in agguato, ma sapeva anche di poter contare sull'aiuto di Dean, lui era fuori dalla casa a tener d'occhio l'esterno. Qualche minuto dopo Mathias aveva raccolto tutto ciò che potesse avere a che fare con l'aspetto burocratico e legale di quella famiglia: bollette, atti di proprietà, ogni sorta di documento era ora in loro possesso e poteva essere utilizzato per impadronirsi legalmente della casa e allontanare ogni tipo di sospetto.
I due mannari erano ancora nei pressi della casa e stavano esaminando gli incartamenti raccolti, quando all'improvviso, toumas comparve sul vialetto della casa:

"Hei Toumas siamo qui!" Disse Mathias."Possibile che non ci abbia visto"
Ma Toumas non accennò a fermarsi, tirò dritto verso l'entrata della casa, sparendo all'interno.
"CAZZO, un'altra volta! Andiamo Dean dobbiamo fermarlo prima che arrivi allo scantinato."
Mentre si dirigeva verso la porta Mathias inviò un messaggio con il cellulare a tutti i suoi compagni: Venite alla casa

Forse per lo stupore, forse per il timore di varcare quella soglia, Dean rimase li dov'era inchiodato come un palo a fissare la casa; Mathias invece si precipitò all'interno sapeva che Toumas andava fermato subito:
iniziò a bloccarlo, tentando di trascinarlo via, ma per tutta risposta Toumas continuò come inebetito a trascinarsi giù per le scale verso il seminterrato.

"MUOVITI DEAN, MI SERVE UNA MANO!"

Proprio quando sembrava che la presa di Mathias cominciasse a far effetto, Toumas iniziò mutare nella forma da battaglia:
Mathias lo imitò immediatamente, e nel giro di pochi istanti le due enormi figure iniziarono una furiosa battaglia.
Mathias sapeva di essere gravemente ferito a causa dello spiacevole incontro del giorno precedente, con lo spirito "Fame" che risiedeva li intorno, ma non poteva assolutamente permettere, in quanto cacciatore delle tenebre, che il locus fosse di nuovo violato e che Toumas fosse divorato.
La battaglia durò meno di un minuto, ma fu la più cruenta che Mathias ebbe mai combattuto, purtroppo l'avversario che aveva di fronte era un avanzo di galera, uno dal fisico temprato, lui invece era solo un ragazzo come tanti e questo fu la sua condanna:
la sua forma da battaglia si esaurì qualche istante prima di quella di Toumas. Mathias capì che la sua fine era giunta, in preda alla furia Toumas assestò un colpo mortale al suo compagno.

Qualche minuto dopo tutto il resto del branco era riunito intorno al corpo di Mathias, nessuno sapeva cosa dire.


Scritto da Pontazza

Jack e Rey - La casa

"Sono loro?" chiede Rey a Jack
Dai suoi occhiali scuri l'uomo fissa il gruppo col sacco in spalla.
"Credo di si, sono fuori dalla casa, ne manca uno"
"Come fai ancora non lo so, io da qua appena li intravedo con 'sto buio."
"Sono strani - Jack risponde - emanano qualcosa di animalesco."
"Aspettiamo che se ne vadano."

La casa è in disordine, la porta rotta, una finestra sfondata.
Una porta con delle scale che scendono indica la direzione ai due.
Sulle scale c'è del sangue e dei ciuffi di pelo di animale.
Scendono pochi gradini e una puzza di morto li investe.
"Ci sono dei morti?"
Jack estrae la pistola.
"Credo di si."
L'uomo passa accanto ai cadaveri e li intravede nel buio, impossibile non lasciarsi sfuggire una preghiera.
Jack toglie gli occhiali scuri e fissa il buio con i suoi nuovi occhi.
La stanza è piccola e c'è una televisione rotta, al centro c'è un uomo che fissa il nero dello schermo.
"Torniamo indietro - sussurra - adesso."
I due ritornano al piano di sopra.
"Che hai visto?"
"Non lo so, sembrava che ci fosse un uomo bianco, appeso a quello che guardava la televisione spenta."
"Chi erano?"
"Uno era uno dei tre della casa diroccata, l'altro non so, sembrava uno spirito o..."
"Un fantasma?" suggerisce Rey
Jack annuisce.
"Puoi farci qualcosa?" chiede Jack a Rey.
"Credo di si" risponde lui e dalla tasca della lunga giacca marrone toglie un vecchio libro con al centro della copertina una croce d'argento.

sabato 15 marzo 2008

Di nuovo Denver

"Li hai trovati?" la voce di Jack rompe il silenzio della stanza
"Si, ho visto qualcosa."
"Cosa?" incalza
"Una casa, vecchia, vicino a un fiume ed un ponte di cemento. Sopra la casa aleggiava un corvo nero."
"Un corvo nero? Potrebbe essere un simbolo?"
"Credo di si... un corvo nero, se fosse un luogo? intendo il nome di un luogo."
"Il nome di un luogo Black Raven... non mi dice nulla."
"Aspetta forse so dove si trova, la Little Raven! E' vicino al fiume."
"Andiamo" Jack si alza dalla poltrona di pelle.
"Dovremmo avvisare Theodore? Non so se..."
"Lascia stare, lo chiameremo poi. Il suo satellite non ci ha aiutato, adesso può attendere lui."
Jack apre la porta, la luce del giorno ferisce i suoi occhi.
Cerca gli occhiali da sole nel taschino della giacca nera e li inforca.
"Jack, siamo a dicembre, potresti evitare?"
"Se potessi lo farei, la luce mi ferisce ogni giorno di più."
"Stai maledendoti per questo dono?"
"No, maledico dio, chiunque sia."
"Non dovresti, la colpa non è sua. Per tutto c'è un disegno, la sofferenza serve al nostro miglioramento."
Jack sale in macchina e accende il motore.
"Ah, ti preferivo quando avevi smesso di dire 'ste cazzate."
"Era stato un periodo di smarrimento, adesso sono di nuovo io."
Jack guarda l'uomo con la croce di metallo al collo.
"Ah Rey, vaffanculo."

mercoledì 12 marzo 2008

Dean - La morte di Mathias

Il corpo senza vita volò fuori dalla finestra, vibrando nell'aria con i frammenti di vetro e brillando come diamanti nella luce pomeridiana.
La scena era ritratta come un quadro astratto di un pittore pazzo, il corpo che si adagiava come a rallentatore nonostante la velocità dell'impatto, era fisicamente dislocato come se non esistesse leggi fisice in esso.
Poi il silenzio, in lontanaza il suono dei rumori della strada, il vento..e il tempo si era fermato.
Doveva essere una missione di ricognizione, normale ruotine anche se gli ordini erano diversi..di NON andare nella casa.
Ma non importa.. in poco tempo i Lupi compagni sopraggiungono e la rabbia fa padrona della scena.
Il tradimento è qualcosa che và oltre le leggi della moralitàe oltre a mancare rispetto è come colpire il tuo più caro amico alle spalle.
Il fantasma è la chiave e la causa di tutto..
Toumas stà pagando e dovrà pagare.

Scritto da Manthys