lunedì 29 ottobre 2007

Dean - Ricordi nella notte

Corro, corro, senza sosta, senza pensare al dolore delle gambe in fiamme per lo sforzo, senza capire il perchè del mio polpaccio lacerato e il giorno dopo completamente guarito.. senza realizzare chi era quel mostro e quelle 'cose' senza volto.. chi era quell'uomo del bar, che era anche nei miei sogni... sembra conoscermi..

Segui la tua strada, scegli la tua vita...

le sirene della polizia sembrano ormai lontane, ma sono vive nella mia testa, che pulsa, inesorabile, poi tutto quel sangue, Max incatenato, il colpo alla testa e..
il carillon...

tutti lo vogliono..
tutti lo volevano e.. CRACK

Cado inciampando in una radice di un bosco dimenticato nella notte.
Riprendo fiato.

E' tutto così assurdo..da quando me ne sono andato da casa le cose non mi hanno piu impressionato, non mi importava piu nulla, più nessuno.. ma poi dopo questi due giorni.. io.. io non so più cosa pensare.. a cosa credere..

Cosa mi sta succedendo, che sia questo un sogno...

Scritto da Manthys

Toumas - Tempo Fa

Toumas apre gli occhi, vede le pareti scrostate e le scritte di anonimi che "sono stati li" e si chiede come mai quelle persone adesso evitino quel posto come la peste.
La casa effettivamente è faticente e ci stava gente strana fino a poco tempo fa, ma adesso? cosa li tiene lontani? Mah.
Anche lui in effetti ci ha messo un pò ad abituarsi, ma alla fine suo fratello stava li, e lui deve curarlo, che lo voglia o no.
Deve fare le veci di suo padre.
Anche se non lo vuole.

La sera è fredda e Toumas ha appena scoperto di avere qualcosa di strano, una bizzarra capacità rigenerante che si mostra talvolta, senza preavviso.
Si era fracassato una spalla in un incidente e dopo essere svenuto - bam - si sveglia e la spalla è a posto! Roba da film di fantascenza!
E non è tutto, mente era a terra con la spalla a pezzi arriva sto tipo e gli fa "Trova il lupo!".
Lupo, ma che lupo? Mah si fotta.
Comunque adesso la spalla è a posto e lui si trova in una casa fatiscente, col frigo vuoto, le pareti piene di muffa e divani abitati da tarme grosse come cani!
Adesso mentre addenta il panino preso al bar si chiede chi glielo fa fare di tornarci in quella casa.
Ah, già, la storia di suo padre.
Mentre esce una tipa gli blocca la strada e gli vomita adosso roba tipo "fantasmi", "presenze" o altre cazzate.
"Si, si ok, si fotta signora e grazie."
La supera ed esce.

Pensare che avesse ragione? sembra una cazzata? invece aveva ragione!
Che fosse un fantasma o altro non lo sa, ma la tizia ci aveva azzeccato; e adesso la presenza gli rompe e non lo fa dormire.
Così va a finire che si trova a fare una seduta spiritica con tizi con maschere e cose oscene e poi salta fuori che il fantassma è un suo conoscente morto in cella...
Brutta sera davvero per Toumas.

Questo però è avvenuto molto tempo fa.
A Toumas ricordare fa venire il mal di testa.
Fortuna adesso nel frigo ha la medicina.
Se ne versa un bicchiere bello pieno e lo butta giù.

Tanto tempo fa, adesso è diverso, adesso va peggio.

mercoledì 24 ottobre 2007

Hugh

Un attimo.

Veloce.

Fuggente.

Come l’istante in cui una foglia tocca il suolo.

Nulla lo può fermare.

Niente lo può arginare.

Ma in quel istante tutto cambia, finalmente è possibile capire qual è il proprio compito.


Hugh apre gli occhi e davanti a sé ha solo la realtà, la cruda verità.

Basta finzioni.

E ora sa che deve solo proteggere.

Difendere quel sottile filo che divide l’esistenza, divide il sogno dalla veglia, la ragione dalla follia, la realtà dalla verità.

Sottile, eppur resistente, filo in precario equilibrio.

E Hugh è oltre questo filo, è oltre la realtà.


Hugh è semplicemente oltre.


Ora sì che sa cos’è il realtà il mondo, sa cos’è la vita.

E la sua vita ora è nelle sue sole mani.


Hugh guarda la luna.

Pallida madre di ogni cosa.

La guarda, la ammira, le lancia il suo saluto.


“Addio madre luna, questo tuo figlio ora sa dov’è la vera realtà”


“E ora cosa fare?

Morire, dormire, nulla più.”


Mentre il cuore inizia a colpire più forte.


Tum Tum… … … …Tum Tum… … …Tum Tum… …Tum Tum…Tum Tum

Tum Tum…Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum Tum……..


Follia e ragione percorrono insieme la via verso la verità


La Luna ha ormai fatto il suo corso

Rabbia, feroce, travolgente, che scoppia all’interno


Un ululato nella notte.


“Impossibile?

Non del tutto.

Non per me...”




martedì 23 ottobre 2007

Denver

Le luci dei fari colpiscono i lampioni ai bordi della strada, mentre l'auto sfreccia sulla superstrada diretta verso Denver.
Solo pochi giorni fa Rey e Stephen non avevano idea di quanto la vita fosse strana.
La seduta spiritica a cui hanno assistito ha intaccato la loro idea di reale, fino a rendere possibile il mettersi in macchina e percorrere duemila miglia per cercare una donna vista una volta su una foto.
Già, la donna della foto.
Liliana.
Rey sa che la donna non è una persona normale, sa che molto probabilmente è una potente maga, e sa con tutta certezza che se è scappata da Boston c'è un motivo serio.
Stephen dal canto suo non sa nulla. Ha visto la donna su una foto, sa che ha avuto a che fare con le sedute, ma per il resto la storia gli è oscura.

"Hei Rey, cazzo! Occhio all'uscita per Des Moines!" grida Stephen.
"Lo so, lo so. L'ho vista!" sbuffa Rey, mentre sterza all'ultimo e prende l'uscita.
"Ma a che cavolo pensi?"
"No, niente." si scusa Rey.
Ma non è così.
Rey ha un pensiero fisso.
Il pensiero del palazzo crollato e il dubbio su chi possa averlo tirato giù.

Un intero palazzo, non una casetta, un palazzo di dieci piani e nessuno ha battuto ciglio, ne la TV, ne i giornali.

Rey ha un piano adesso: Liliana sa qualcosa, quindi è bene trovarla.
E Rey intende trovarla in fretta.