Sbatto gli occhi, incredulo...
guardo verso l'enorme porta di metallo, guardo il corpo di Idakar, steso a terra...
freddo, immobile, di un immobilità che solo il dolce abbraccio della morte può dare, non ha polso... morto...
so che ha fatto qualcosa, so che ha fatto una magia, lo so, lo sentito ho sentito i suoi pensieri, ma non ho potuto fare nulla, pur spendo non so cosa ha fatto, e ora giace steso li per terra...
morto...
guardo Rey, lui è stupito quanto me, forse di più... forse se lo aspettava...
forse sa cosa è successo...
forse c'è ancora speranza, alla fine è anche lui un mago...
Il fischio dei freni di un auto che si ferma davanti alla nostra casa distoglie la mia attenzione,
Rey: "eccoli... sono in anticipo... troppo e non abbiamo risposte, nessuna da potergli dare..."
Toc Toc... qualcuno bussa, la porta si apre ed entra un uomo, chi è?
E' lui al quale dobbiamo risposte?
E' lui la persona che spaventa così tutti noi?
E' lui che ha fatto si che i lupi ci abbandonassero?
Lui è da temere più di chiunque altro?
parla con Rey: "ora è giunto il momento che mi dici perche quei tre non si vedono nelle foto!"
una sola frase, quasi un sussurro...
fa gelare il sangue...
E' stanco di porre ancora questa domanda, stanco di non aver avuto ancora una risposta, stanco delle risposte vaghe di Rey, troppo stanco per i sui gusti.
Rey inizia a parlare.
Theodore aspetta e ascolta...
ma non sente quello che vorrebbe sentire,
non sente una risposta alla sua domanda...
e Theodore non è abituato ad aspettare, tanto più gente come noi...
Si percepisce la tensione che sale, come un vulcano che sta per esplodere...
"Vi consiglio di soppesare bene le vostre parole, potrebbero essere le ultime che dite"
Tento di parlare " non sono umani... non sono comuni... sono dei "muta forma"... sono dei lupi" Rey mi interrompe, odio quando fa così ma lo lascio fare, spero abbia il buon senso di dire tutto.
Theodore ascolta...
ascolta ancora scuse...
ascolta ancora quello che non vuole sentire...
...sbagliato...
la sua pazienza è finita, e... e attorno a lui tutto inizia ad invecchiare!
Tutto è più vecchio di 10 anni
Tutto!
Anche noi.
"ecco cosa sa fare Theodore, ecco perchè era così tanto da temere"...
in un attimo 10 anni della mia esistenza svaniscono, 10 preziosi anni mi vengono tolti, 10 preziosissimi anni, Mi risuonano in mente le parole, quelle maledette parole.
Io ti dono 11 anni della mia eterna esistenza trascorsi i quali tornerai da me, ma dovrai portarmi un oggetto, se lo farai te ne donerò altri 50, se no resterai qui per sempre.
Sento le forze che mi abbandonano...
Sento che tutto intorno a me diventa scuro.
Sento la temperatura che inizia ad aumentare, proprio come quella volta nel vicolo, o nel bar, o per strada.
Sento... no ormai non seno più nulla, non ho più le forze per sentire e il dolce abbraccio mi avvolge ancora, per la seconda volta.
Scritto da Jey86
venerdì 28 dicembre 2007
Separazione
Brian porta Rey dentro la casa e lo fa stendere sul divano.
Al tavolo della cucina gli altri due abitanti della casa attendono.
Assieme a loro, giunti poco prima di Rey, sono seduti anche Idekar a Jack.
Questi ultimi due sono arrivati attratti da quel luogo da una forza invisibile, come se il loro destino li chiamasse li, in quella casa.
Rey racconta ai cinque della decisione di Theodore.
Nella stanza cala il silenzio.
Brian parla per primo.
"Scappiamo, avete un luogo dove nascondervi voi tre? Noi potremmo rifugiarci sulle montagne e..."
Stephen lo interrompe.
"Avete visto le foto del satellite? Ci possono trovare dovunque! NO ci vuole qualcosa di più sicuro."
Nella mente di Brian appare vivida l'immagine della misteriosa porta di metallo.
E se fosse un modo per fuggire
"Quale porta di metallo?" chiede Jack
"Come fai a saperlo?"
Brian è stupito, Jack gli ha letto i pensieri?
"Una porta di metallo, nascosta dietro un armadio. Potrebbe essere una via di fuga, potremmo nascondeci li dentro."
La proposta di Brian è sensata.
Ma se la porta non fosse la soluzione giusta?
Se fosse solo un modo per infilarsi in trappola?
"Posso sapere se è una buona decisione - sentenzia Idekar - con la magia."
La magia?
Brian è confuso.
Quel piccoletto pelato sa usare la magia?
"Fallo allora."
Idekar si avvicina alla porta di metallo.
La sfiora.
La porta è imponente.
Alta due metri e larga uno e mezzo.
Lo spessore è senz'altro importante, la porta non risuona se colpita.
Idekar si concentra, lascia che le energie magiche gli fluiscano dalla mano e colpiscano la porta.
"Si, funziona" sussurra soddisfatto.
Dalla porta invisibili fili d'argento strisciano verso Toumas e Jack.
Idekar sente il suono del destino in quei fili d'argento.
"Non possiamo aprirla." dice
"Perchè?" sbotta Rey
"Se la apriamo Jack muore."
Il filo che collega la porta a Jack e come un cappio, pronto a serrarsi.
"Vedo che la porta è collegata indirettamente a Toumas.."
"Mio fratello, forse centra lui con la porta."
"E direttamente con la morte di Jack."
Brian gironzola attorno al mago.
Lui vorrebbe aprirla, la volgia lo attanaglia dal primo giorno che l'ha vista.
"Sentite io e miei ce ne andiamo sulle montagne, voi fate quello che volete."
Fa un cenno agli altri due che annuiscono, daccordo con la decisione.
"Ma così ci abbandonate a Theodore..." borbotta Jack
"Senti bello, la vita è dura per tutti. O preferisci che apra la porta? basta chiedere."
Jack abbassa la testa.
Idekar sta osservano la porta, non si cura della scelta di Brian.
Rey sa che hanno le spalle al muro e dentro se comincia a formulare un possibile piano.
I tre sono scappati da molti minuti e Rey, Jack e Idekar non hanno soluzioni.
"Non possiamo fuggire, dobbiamo patteggiare con Theodore." dice Rey
"Vuoi vendere i lupi a Theodore?" chiede Idekar
"Tu vuoi morire? e tu Jack che faresti."
"Non lo so."
"Io dico..." inizia Idekar
"Ah fanculo Idekar tu sei sempre quello delle soluzioni diverse! Vuoi fuggire anche sta volta?" grida Rey
Le parole colpiscono Idekar come un pugno allo stomaco
"Fate quello che volete" dice Idekar e si alza.
Jack segue con lo sguardo Idekar.
Gli fruga nella mente, cerando il motivo della sua rabbia.
Poi mentre fruga sente un pensiero.
Io so come fuggire...
Il pensiero è seguito da una frase in una lingua che Jack non conosce.
Poi Idekar cade a terra.
Al tavolo della cucina gli altri due abitanti della casa attendono.
Assieme a loro, giunti poco prima di Rey, sono seduti anche Idekar a Jack.
Questi ultimi due sono arrivati attratti da quel luogo da una forza invisibile, come se il loro destino li chiamasse li, in quella casa.
Rey racconta ai cinque della decisione di Theodore.
Nella stanza cala il silenzio.
Brian parla per primo.
"Scappiamo, avete un luogo dove nascondervi voi tre? Noi potremmo rifugiarci sulle montagne e..."
Stephen lo interrompe.
"Avete visto le foto del satellite? Ci possono trovare dovunque! NO ci vuole qualcosa di più sicuro."
Nella mente di Brian appare vivida l'immagine della misteriosa porta di metallo.
E se fosse un modo per fuggire
"Quale porta di metallo?" chiede Jack
"Come fai a saperlo?"
Brian è stupito, Jack gli ha letto i pensieri?
"Una porta di metallo, nascosta dietro un armadio. Potrebbe essere una via di fuga, potremmo nascondeci li dentro."
La proposta di Brian è sensata.
Ma se la porta non fosse la soluzione giusta?
Se fosse solo un modo per infilarsi in trappola?
"Posso sapere se è una buona decisione - sentenzia Idekar - con la magia."
La magia?
Brian è confuso.
Quel piccoletto pelato sa usare la magia?
"Fallo allora."
Idekar si avvicina alla porta di metallo.
La sfiora.
La porta è imponente.
Alta due metri e larga uno e mezzo.
Lo spessore è senz'altro importante, la porta non risuona se colpita.
Idekar si concentra, lascia che le energie magiche gli fluiscano dalla mano e colpiscano la porta.
"Si, funziona" sussurra soddisfatto.
Dalla porta invisibili fili d'argento strisciano verso Toumas e Jack.
Idekar sente il suono del destino in quei fili d'argento.
"Non possiamo aprirla." dice
"Perchè?" sbotta Rey
"Se la apriamo Jack muore."
Il filo che collega la porta a Jack e come un cappio, pronto a serrarsi.
"Vedo che la porta è collegata indirettamente a Toumas.."
"Mio fratello, forse centra lui con la porta."
"E direttamente con la morte di Jack."
Brian gironzola attorno al mago.
Lui vorrebbe aprirla, la volgia lo attanaglia dal primo giorno che l'ha vista.
"Sentite io e miei ce ne andiamo sulle montagne, voi fate quello che volete."
Fa un cenno agli altri due che annuiscono, daccordo con la decisione.
"Ma così ci abbandonate a Theodore..." borbotta Jack
"Senti bello, la vita è dura per tutti. O preferisci che apra la porta? basta chiedere."
Jack abbassa la testa.
Idekar sta osservano la porta, non si cura della scelta di Brian.
Rey sa che hanno le spalle al muro e dentro se comincia a formulare un possibile piano.
I tre sono scappati da molti minuti e Rey, Jack e Idekar non hanno soluzioni.
"Non possiamo fuggire, dobbiamo patteggiare con Theodore." dice Rey
"Vuoi vendere i lupi a Theodore?" chiede Idekar
"Tu vuoi morire? e tu Jack che faresti."
"Non lo so."
"Io dico..." inizia Idekar
"Ah fanculo Idekar tu sei sempre quello delle soluzioni diverse! Vuoi fuggire anche sta volta?" grida Rey
Le parole colpiscono Idekar come un pugno allo stomaco
"Fate quello che volete" dice Idekar e si alza.
Jack segue con lo sguardo Idekar.
Gli fruga nella mente, cerando il motivo della sua rabbia.
Poi mentre fruga sente un pensiero.
Io so come fuggire...
Il pensiero è seguito da una frase in una lingua che Jack non conosce.
Poi Idekar cade a terra.
martedì 25 dicembre 2007
Theodore - Decisioni
"Sveglialo"
Theodore da un comando all'uomo dal volto nipponico e in pochi minuti la macchina che contiene Rey inizia ad aprirsi.
Rey si sveglia da un sonno agitato, ancora più intorpidito di quanto non fosse prima.
"Rey, sono appena stato dai tre uomini che dovrebbero spiegarmi come vanno le cose e sai che mi hanno detto?"
Rey mugugna una frase, ma il torpore dei suoi muscoli non lo aiuta.
"Mi hanno detto che a loro di Te non frega nulla, che ti posso anche ammazzare, loro non mi diranno comunque nulla."
Sul volto di Rey si dipinge il terrore.
"No, non temere, ho avuto un'altra idea prima."
Fa un cenno all'uomo che gestisce la macchina.
"Sai perchè la gente ha il coraggio di sparare ai cervi? no, certo non lo sai. Te lo dico io: perchè i cervi non possono chiedere pietà, se potessero farlo, nessuno sparerebbe."
L'uomo nipponico toglie i cavi impirgionano Rey nella camera.
"Così ho pensato: perchè non mandare Rey a chiedere di dirmi il perchè delle loro abilità?"
Rey viene estratto dalla macchina.
"Vedi, devono guardarti negli occhi, ,mentre ti condannano a morte."
Rey viene rivestito e messo su una sedia a rotelle.
"Adesso i miei ti porteranno da loro, e tu gli dirai che hanno 4 ore per dirmi come fanno, o io vi eliminerò tutti."
Theodore si slaccia l'orologio e lo mette al polso di Rey.
"Quattro ore."
Rey non ha nemmeno il tempo di pensare che tre uomini lo caricano su una macchina e in pochi minuti lo portano davanti a casa di Toumas.
Mentre Rey cerca di urlare la sua rabbia la porta di casa si apre ed esce Brian.
Quattro ore
Theodore da un comando all'uomo dal volto nipponico e in pochi minuti la macchina che contiene Rey inizia ad aprirsi.
Rey si sveglia da un sonno agitato, ancora più intorpidito di quanto non fosse prima.
"Rey, sono appena stato dai tre uomini che dovrebbero spiegarmi come vanno le cose e sai che mi hanno detto?"
Rey mugugna una frase, ma il torpore dei suoi muscoli non lo aiuta.
"Mi hanno detto che a loro di Te non frega nulla, che ti posso anche ammazzare, loro non mi diranno comunque nulla."
Sul volto di Rey si dipinge il terrore.
"No, non temere, ho avuto un'altra idea prima."
Fa un cenno all'uomo che gestisce la macchina.
"Sai perchè la gente ha il coraggio di sparare ai cervi? no, certo non lo sai. Te lo dico io: perchè i cervi non possono chiedere pietà, se potessero farlo, nessuno sparerebbe."
L'uomo nipponico toglie i cavi impirgionano Rey nella camera.
"Così ho pensato: perchè non mandare Rey a chiedere di dirmi il perchè delle loro abilità?"
Rey viene estratto dalla macchina.
"Vedi, devono guardarti negli occhi, ,mentre ti condannano a morte."
Rey viene rivestito e messo su una sedia a rotelle.
"Adesso i miei ti porteranno da loro, e tu gli dirai che hanno 4 ore per dirmi come fanno, o io vi eliminerò tutti."
Theodore si slaccia l'orologio e lo mette al polso di Rey.
"Quattro ore."
Rey non ha nemmeno il tempo di pensare che tre uomini lo caricano su una macchina e in pochi minuti lo portano davanti a casa di Toumas.
Mentre Rey cerca di urlare la sua rabbia la porta di casa si apre ed esce Brian.
Quattro ore
venerdì 21 dicembre 2007
Stephen - La liberazione di Jack
Mentre Theodore lascia la stanza di Rey
Davanti alla porta metallica, sul retro del palazzo di vetro, Miriam parla a Idakar.
Già, Idakar.
Adesso è questo il nome di Stephen.
"Vedi, io posso farti entrare, l'uomo che chiamate Jack, quello che hai abbandonato è qui dentro. Se riesci a liberarlo, lui può aiutarti ad arrivare a Rey."
Idakar ha promesso di liberare Rey, era il minimo che doveva fare per sdebitarsi con lui e con Miriam.
Miriam tocca la porta e con un colpo di polso la apre.
La serratura è arrugginita.
La magia usata da Miriam durante il contatto ha alterato la struttura della porta rendendola fragile.
"Vai, adesso tocca a te. Non faric pentire di averti insegnato la magia."
Idakar corre lungo il corridoio e si ferma davanti alla porta in sente, con i suoi nuovi poteri, la presenza di Jack.
Si concentra sente il potere fluirgli dalle mani e interferire col sistema elettrico della stanza.
La porta si sblocca e lui in un istante è dentro.
Bastano pochi secondi per liberare Jack dalla macchina che lo imprigiona.
Idakar fa sedere Jack sul sedile di un taxi, e lo porta via.
Libero
Lo sguardo di Idakar soppesa Jack.
Gli chiede scusa se lo ha abbandonato, allora non era saggio, in quel momento era impulsivo.
Lo sguardo nota un particolare strano sul corpo di Jack.
Un enorme tatuaggio che prima non c'era.
Davanti alla porta metallica, sul retro del palazzo di vetro, Miriam parla a Idakar.
Già, Idakar.
Adesso è questo il nome di Stephen.
"Vedi, io posso farti entrare, l'uomo che chiamate Jack, quello che hai abbandonato è qui dentro. Se riesci a liberarlo, lui può aiutarti ad arrivare a Rey."
Idakar ha promesso di liberare Rey, era il minimo che doveva fare per sdebitarsi con lui e con Miriam.
Miriam tocca la porta e con un colpo di polso la apre.
La serratura è arrugginita.
La magia usata da Miriam durante il contatto ha alterato la struttura della porta rendendola fragile.
"Vai, adesso tocca a te. Non faric pentire di averti insegnato la magia."
Idakar corre lungo il corridoio e si ferma davanti alla porta in sente, con i suoi nuovi poteri, la presenza di Jack.
Si concentra sente il potere fluirgli dalle mani e interferire col sistema elettrico della stanza.
La porta si sblocca e lui in un istante è dentro.
Bastano pochi secondi per liberare Jack dalla macchina che lo imprigiona.
Idakar fa sedere Jack sul sedile di un taxi, e lo porta via.
Libero
Lo sguardo di Idakar soppesa Jack.
Gli chiede scusa se lo ha abbandonato, allora non era saggio, in quel momento era impulsivo.
Lo sguardo nota un particolare strano sul corpo di Jack.
Un enorme tatuaggio che prima non c'era.
Iscriviti a:
Post (Atom)