Arcer ascolta quello che i due hanno da dire.
Dopo alcuni minuti di spiegazione Arcer alza la mano e ferma Rey.
"Si, ok, vedo che non volete dirmi la verita."
Rey prova a ribattere ma Arcer lo zittisce
"Ci sono abituato, non siete i primi e non sarete gli ultimi a mentirmi."
Arcer sia alza ed va verso il bancone, dice qualcosa a Camille, poi torna da Rey e Jack.
"Vedete, Teddy mi manda a volte gente come voi, inesperti direi, perchè io gli spieghi alcune cose. Teddy è bravo, ma non ha mai avuto pazienza."
"Ci ha detto - si intromette Jack - che sono dieci anni che non vi vedete."
"E' vero, ma a volte manda i nuovi qui a Parigi, a cercarmi. Di solito mi trovano e gli spiego come va il mondo."
"E se non ti trovano?" chiede Rey
Arcer sorride e non fa caso alla domanda.
"Voi credete di essere speciali? Credete che avere dei poteri speciali sia figo, roba da super-eroi? Bhe non è così, nel caso migliore essere specili ci rende solitari e misantropi, come me o Theodore, nel caso peggiore ci rende folli e esaltati."
"Noi non siamo esaltati!" risponde Rey
"Ah no? perchè inseguire nella folla un tizio con la pistola in mano non è da esaltati?"
Rey abbassa la tesata e non risponde.
"Io vi posso dire che le vostre idee sono sbagliate, credete di potere controllare quello che siete? Bhe non è così. I nostri poteri non sono dotati di interruttore, non si controllano e non si spengono o accendono. Ci sono. Punto. E ve ne dovreste fare una ragione."
"Ma, Theodore riesce a controllare le cose che fa..." interviene Jack.
"Non avete capito nulla di Theodore, ma avrete tempo per capire. La nostra priorità adesso è capire chi siete."
"Io sono Jack Ghilmoure e..."
"Cazzo amico, non il nome, chi sei dentro, cosa sai fare."
"Io non so fare nulla. Cioè in passato ero in grado di capire tutte le lingue e di proiettare i miei pensieri, ma adesso non so fare niente."
"Strano, e tu?"
"Io vedo le persone nei sogni e credo di potere interagire con loro o con il sogno stesso. Già a Boston mi era capitato."
"Bene, abbiamo un punto di partenza."
Arcer finisce il bicchiere e si alza.
"E tu, cosa sai fare?" chiede Jack
"Io?" sorride
"Si, che cosa fai di speciale?"
Arcer butta una banconota sul tavolo, poi risponde alla domanda.
martedì 29 gennaio 2008
sabato 26 gennaio 2008
Rey e Jack - La lettera di Theodore
Nel vicolo Rey e Jack guardano il distintivo che Arcer punta verso di loro.
Arcer punta la pistola nella loro direzione e ripete la domanda:
"Chi siete voi due?"
Il suo accento francese fa suonare strane le parole della frase, e il suo tono rabbioso amplifica l'effetto.
"Rey e Jack - dice Jack - non so chi fosse l'uomo che inseguivi, non sapevamo che tu fossi..."
"Un polizziotto - lo interrompe Ray - ci manda Theodore."
Sul volto di Arcer si dipinge un espressione stupita.
"Theodore..."
"Si ci ha dato un busta - dice Jack - per te e..."
"Come mi avete trovato?" Arcer mette via la pistola.
"Ti ho visto in sogno" dice Rey
"In sogno? Cosa siete?"
"Siamo uomini, lavoriamo per Theodore - risponde Jack mentre si alza da terra - non volevamo crarti problemi, solo ti abbiamo visto fuggire e temevamo che..."
"Non servono giustificazioni. La busta?" Arcer allunga una mano verso di loro.
Rey estrae la busta dalla tasca della giacca e la passa a Arcer.
Jack guada Arcer, è vestito in borghese, forse è un investigatore.
La maglietta di Superman si nota appena, indossata sotto una camicia di lana sbottonata fino a metà e un giubbotto senza maniche.
Ha un aspetto trasandato e la barba non curata lo fa sembrare tutt'altro che un polizziotto.
Lavora in incognito, forse è un inflitrato, cazzo gli abbiamo fatto giocare la copertura.
Arcer apre la busta e sfila un biglietto di colore rosso spento.
Lo legge in pochi secondi poi se lo infila in tasca dei calzoni e butta la busta in un cassone di metallo.
"Seguitemi, dobbiamo parlare."
Rey e Jack lo seguno e Arcer li guida in un vecchio locale pieno di fumo e con le luci basse.
Una donna sui cinquanta va verso di loro.
"Philippe, qual buon vento?" dice in francese.
"Non è mai buono il vento Camille, ci porti da bere?"
Camille si avvicina ad Arcer e gli sussura in un orecchio.
"Sono sbirri? Sei nei guai, se vuoi..."
Arcer la interrompe con un gesto della mano.
"Tutto ok - sussurra - portaci solo da bere."
Camille si allontana e Arcer si sporge verso i due:
"Non sanno nulla... di quello intendo. Niente cazzate ok?"
I due fanno un cenno si assenso col capo.
"Adesso raccontatemi come avete conosciuto Teddy."
Jack sorride.
Teddy, gli da un immagine da orsacchiotto.
"E' un storia lunga." dice Rey.
"Ho tempo, inizia."
E Rey inizia a raccontare una storia che parla di Theodore, ma non dei Lupi e del mostro dentro Jack.
Arcer punta la pistola nella loro direzione e ripete la domanda:
"Chi siete voi due?"
Il suo accento francese fa suonare strane le parole della frase, e il suo tono rabbioso amplifica l'effetto.
"Rey e Jack - dice Jack - non so chi fosse l'uomo che inseguivi, non sapevamo che tu fossi..."
"Un polizziotto - lo interrompe Ray - ci manda Theodore."
Sul volto di Arcer si dipinge un espressione stupita.
"Theodore..."
"Si ci ha dato un busta - dice Jack - per te e..."
"Come mi avete trovato?" Arcer mette via la pistola.
"Ti ho visto in sogno" dice Rey
"In sogno? Cosa siete?"
"Siamo uomini, lavoriamo per Theodore - risponde Jack mentre si alza da terra - non volevamo crarti problemi, solo ti abbiamo visto fuggire e temevamo che..."
"Non servono giustificazioni. La busta?" Arcer allunga una mano verso di loro.
Rey estrae la busta dalla tasca della giacca e la passa a Arcer.
Jack guada Arcer, è vestito in borghese, forse è un investigatore.
La maglietta di Superman si nota appena, indossata sotto una camicia di lana sbottonata fino a metà e un giubbotto senza maniche.
Ha un aspetto trasandato e la barba non curata lo fa sembrare tutt'altro che un polizziotto.
Lavora in incognito, forse è un inflitrato, cazzo gli abbiamo fatto giocare la copertura.
Arcer apre la busta e sfila un biglietto di colore rosso spento.
Lo legge in pochi secondi poi se lo infila in tasca dei calzoni e butta la busta in un cassone di metallo.
"Seguitemi, dobbiamo parlare."
Rey e Jack lo seguno e Arcer li guida in un vecchio locale pieno di fumo e con le luci basse.
Una donna sui cinquanta va verso di loro.
"Philippe, qual buon vento?" dice in francese.
"Non è mai buono il vento Camille, ci porti da bere?"
Camille si avvicina ad Arcer e gli sussura in un orecchio.
"Sono sbirri? Sei nei guai, se vuoi..."
Arcer la interrompe con un gesto della mano.
"Tutto ok - sussurra - portaci solo da bere."
Camille si allontana e Arcer si sporge verso i due:
"Non sanno nulla... di quello intendo. Niente cazzate ok?"
I due fanno un cenno si assenso col capo.
"Adesso raccontatemi come avete conosciuto Teddy."
Jack sorride.
Teddy, gli da un immagine da orsacchiotto.
"E' un storia lunga." dice Rey.
"Ho tempo, inizia."
E Rey inizia a raccontare una storia che parla di Theodore, ma non dei Lupi e del mostro dentro Jack.
venerdì 25 gennaio 2008
Rey e Jack - Arcer
Jack osserva la folla con attenzione, cerca di notare l'uomo con la maglietta di superman.
Dopo pochi secondi lo nota, si muove con circospezione, tenendo d'occhio tutto attorno.
Jack da un colpo di gomito sul braccio di Rey e glielo indica con la testa.
"Dove?" chiede Rey
"La, cazzo non lo vedi, sotto la torre!"
"Jack, che dici? siamo a 400 metri dalla torre ed è pieno di gente! Come lo posso vedere."
Jack ci rimane male, lui l0 nota perfettamente.
"Seugimi cieco!"
I due si muovono tra la folla, giunti a pochi metri da Arcer quello si gira nella loro direzione.
Rey e Jack si fermano, facendo finta di guardare la torre.
Senza preavviso Arcer cominci a correre nella direzione opposta a quella di Jack e Rey.
"Corri Jack!" grida Rey e i due iniziano a inseguirlo.
Arcer si muove veloce tra la folla e infila la mano dietro la schiena.
"Ha una pistola!" grida Jack.
Rey corre più veloce e mentre Arcer si infila in un vicolo lui spicca un salto e lo placca.
Arcer e Rey rotolano per qualche metro.
Jack svolta l'angolo del vicolo e li vede a terra.
Arcer si alza e punta la pistola verso i due urlando qualcosa in francese.
Jack si immobilizza e grida a Rey di stare a terra.
In fondo al vicolo un ombra in fuga svolta l'angolo.
"Siete inglesi - girda Arcer in inglese - dannati figli di puttana che cazzo volete! Siete sui complici?"
I due si guadano stupiti.
"Rispondete cazzo o vi sparo!"
"Di chi?" chiede Rey
"Di quel bastardo spacciatore di merda!" Arcer estrae un distintivo.
"Cazzo" dice Rey e guarda Jack
Dopo pochi secondi lo nota, si muove con circospezione, tenendo d'occhio tutto attorno.
Jack da un colpo di gomito sul braccio di Rey e glielo indica con la testa.
"Dove?" chiede Rey
"La, cazzo non lo vedi, sotto la torre!"
"Jack, che dici? siamo a 400 metri dalla torre ed è pieno di gente! Come lo posso vedere."
Jack ci rimane male, lui l0 nota perfettamente.
"Seugimi cieco!"
I due si muovono tra la folla, giunti a pochi metri da Arcer quello si gira nella loro direzione.
Rey e Jack si fermano, facendo finta di guardare la torre.
Senza preavviso Arcer cominci a correre nella direzione opposta a quella di Jack e Rey.
"Corri Jack!" grida Rey e i due iniziano a inseguirlo.
Arcer si muove veloce tra la folla e infila la mano dietro la schiena.
"Ha una pistola!" grida Jack.
Rey corre più veloce e mentre Arcer si infila in un vicolo lui spicca un salto e lo placca.
Arcer e Rey rotolano per qualche metro.
Jack svolta l'angolo del vicolo e li vede a terra.
Arcer si alza e punta la pistola verso i due urlando qualcosa in francese.
Jack si immobilizza e grida a Rey di stare a terra.
In fondo al vicolo un ombra in fuga svolta l'angolo.
"Siete inglesi - girda Arcer in inglese - dannati figli di puttana che cazzo volete! Siete sui complici?"
I due si guadano stupiti.
"Rispondete cazzo o vi sparo!"
"Di chi?" chiede Rey
"Di quel bastardo spacciatore di merda!" Arcer estrae un distintivo.
"Cazzo" dice Rey e guarda Jack
mercoledì 23 gennaio 2008
Rey - Visioni
Jack e Rey dormono nei loro letti a Parigi.
L'aereo è atterrato poco più di cinque ore fa, e il fuso orario li ha buttati a terra.
Da quando sono arrivati la testa di Rey sembra piena di spilli.
Rey si sveglia, è sdraiato in una aiuola degli Champs-Elysées.
In lontananza una campana suona undici rintocchi.
Il cielo è nero e minaccia pioggia.
Rey si alza e si guarda attorno, una marea di persone gira attorno a lui, ma nessuno lo guarda.
I colori delle persone sono sbiaditi, come se fossero dei fantasmi.
Poi dalla folla emerge un uomo, lui non ha i colori sbiaditi.
Indossa una maglietta di superman, scolorita e piena di buchi.
Rey lo osserva, non ha dubbi è Arcer.
Si sveglia di colpo, è nella sua stanza, con Jack.
"Jack - lo scuote - so dove trovare Archer!"
Sono le dieci di mattina e il cielo si sta annuvolando.
"Dobbiamo andare agli Champs-Elysées, per le undici!"
"Che diavolo... - si sfrega gli occchi - Cosa? Sai dov'è?"
"Vestiti, per strada ti spiego, non abbiamo tempo!"
Una lontana campana suona undici rintocchi e Jack e Rey guardano la folla, attendendo Arcer.
L'aereo è atterrato poco più di cinque ore fa, e il fuso orario li ha buttati a terra.
Da quando sono arrivati la testa di Rey sembra piena di spilli.
Rey si sveglia, è sdraiato in una aiuola degli Champs-Elysées.
In lontananza una campana suona undici rintocchi.
Il cielo è nero e minaccia pioggia.
Rey si alza e si guarda attorno, una marea di persone gira attorno a lui, ma nessuno lo guarda.
I colori delle persone sono sbiaditi, come se fossero dei fantasmi.
Poi dalla folla emerge un uomo, lui non ha i colori sbiaditi.
Indossa una maglietta di superman, scolorita e piena di buchi.
Rey lo osserva, non ha dubbi è Arcer.
Si sveglia di colpo, è nella sua stanza, con Jack.
"Jack - lo scuote - so dove trovare Archer!"
Sono le dieci di mattina e il cielo si sta annuvolando.
"Dobbiamo andare agli Champs-Elysées, per le undici!"
"Che diavolo... - si sfrega gli occchi - Cosa? Sai dov'è?"
"Vestiti, per strada ti spiego, non abbiamo tempo!"
Una lontana campana suona undici rintocchi e Jack e Rey guardano la folla, attendendo Arcer.
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